Community Manager. Empatico e razionale, psicologo, diplomatico e programmatore.

Un Community Manager è un comunicatore, si sa esprimere perfettamente nella propria lingua e ne conosce anche almeno un’altra. Un Community Manager è uno scrittore, un empatico e un razionale, uno psicologo, un diplomatico e un programmatore.

E vi stupireste se dicessi che non soffre di crisi di identità.

Proprio così, il mestiere di chi costruisce, cura e sviluppa una comunità online è fatto di tutti questi fondamentali ingredienti, nelle giuste dosi.

Il Community Manager di un’azienda o di un brand spesso oggi non modera solo il Forum, ma gestisce followers e fan sui social media, risponde alle loro domande, coglie bisogni e tendenze, riporta, media, comunica in modo chiaro.

Il Community Manager agisce nell’ombra, ma è il volto pubblico dell’azienda e la mette in contatto con i sui clienti e con il suo pubblico.

Per questo oggi sta diventando un figura professionale sempre più ricercata.

Pensate ad esempio ad un Forum, che vive magari parallelamente ad un sito ecommerce: diventa un luogo di aggregazione online per appassionati ad un determinato prodotto o ad un certo tema, una miniera di informazioni utili che consentono all’azienda di capire reali bisogni e aspettative dei clienti e proporre il prodotto o il servizio giusto.

Ma quali caratteristiche deve avere un buon Community Manager?
Recentemente Mashable.com le ha sintetizzate in 10 punti.

Ecco i 5 più significativi:

Forti capacità comunicative. Un c.m. deve essere capace di trasmettere idee e messaggi in modo chiaro alla sua audience, saperli tarare in base ai diversi canali e ai diversi pubblici della rete: blog, email, post di forum, social. Deve essere abile nella scrittura.

Giudizio. un c.m. è un po’ come un curatore di contenuti. Di tutti quelli prodotti dall’azienda sa decidere quali è giusto condividere, come e quando.

Empatia e ascolto. Un c.m. è prima di tutto una persona capace di ascoltare. Questo lo porta a conoscere il pubblico, cogliere (e spesso interpretare) aspettative e desideri.
Curare una community in rete non significa parlare continuamente dell’azienda, ma soprattutto dare voce alle persone, creare conversazioni.

Doti organizzative. Un c.m. gestisce più piattaforme, riceve feedback e commenti (positivi e negativi) che deve saper riportare all’azienda. In questi casi l’organizzazione è tutto.

Passione per il brand. Lo abbiamo detto, il c.m. è il volto (gli occhi e le orecchie) dell’azienda. Ma è anche la sua voce. E’indispensabile che sia appassionato del marchio perché possa trasmettere la stessa passione alle persone della community.

Inoltre, il Community Manager deve fare uno sforzo, a mio parere estremamente necessario: tenere sempre a mente che al di là della rete, dei computer e dei bites, ci sono persone in carne ed ossa.
E’ fondamentale creare con loro un rapporto diretto e sincero.

Ecco un’infografica di socialfresh.com, che riporta i dati più significativi sulla figura del Community Manager.

dati sui community manager in infografica