impaginare una newsletter

La newsletter è più bella… se tutti riescono a leggerla

La mattina aprite le vostre email, scorrete i messaggi. Siamo certi che nell’ordine leggerete: pagamenti arrivati dalla banca, nuovi ordini, email personali piacevoli, email personali scocciature, email dei colleghi, newsletter a cui vi siete iscritti, newsletter a cui non vi siete iscritti.

Alle ultime due categorie dedicherete il minor tempo possibile.
In realtà la newsletter è quella cosa che quando la riceviamo desideriamo solo che sia semplice, immediata e concreta, mentre quando la inviamo vorremmo che fosse ricca di grafica, marchi, fotografie, testi colorati e uno sopra l’altro.

Inutile dire che la newsletter con un buon titolo, un buon testo, poche foto ma scelte è la più efficace di tutte.
Il motivo è semplice: tutti possono leggerla, stamparla, archiviarla senza problemi.
Poca grafica non significa nessuna grafica. Poca grafica significa che uno studio grafico o di comunicazione, dopo averci lavorato e averci sbattuto la testa per anni e su decine di clienti, decide che è meglio togliere anziché aggiungere.

Il motivo è che ogni programma di posta apre le email a modo suo. In più, oggi ogni device (iPhone, iPad, smartphone di ogni genere) interpreta le email a modo suo. Non esiste altra via d’uscita se non semplificare, trasformare il messaggio grafico in messaggio di comunicazione: un gran bel testo anziché varie colonne che, dicono i nostri grafici in CPL, sbarellano e si comportano non tanto come vogliono loro, ma come vuole il programma di posta del destinatario.

Ora, le soluzioni esistono e sono due:
– una newsletter prevalentemente di testo, con una griglia semplice, che si impagina con un programma analogo a quello usato per costruire i siti (per esempio Dreamweaver), si fa molta attenzione alle codifiche dei caratteri, agli stili dati sempre “in linea”.  In pratica: si impagina una newsletter come fosse la pagina di un sito e si cerca di rendere il più universale possibile la visualizzazione.

una newlsetter prevalentemente grafica e fotografica che si impagina come fosse una pagina pubblicitaria: con Photoshop.
In questo modo non ci sono più i vincoli dell’html (il fatto di ragionare per griglie orizzontali e verticali e l’utilizzo di font che poi vengono interpretati da chi riceve), ma si possono inserire immagini, sfumature, testi con i caratteri più grafici.
Una volta impaginato il jpg, una vera e propria immagine, viene ritagliato tutto in piccole sezioni linkate al sito, si mette la cartella con le sezioni su un server remoto, si importa nel programma di posta il file hmtl che genera Photoshop e la newsletter è pronta.
Questo sistema è leggermente più lungo, ma i margini di errore sono minimi. Il programma di posta non deve più interpretare nulla, basta che scarichi tutte le piccole sezioni (tanti piccoli file jpg) dal server e ricomponga l’immagine nel programma di posta.

Infine non ci siamo certo dimenticati dell’aspetto che riguarda i contenuti: oggi abbiamo visto come fare affinché una newsletter venga aperta, la prossima volta vedremo come fare perché venga letta, memorizzata e venga fatto il fondamentale “clic” al sito, all’offerta, al prodotto.

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