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Scrittura per...

Definire l'identità aziendale, diffondendo i propri casi di successo.

Una case history, o "success story", è una relazione che descrive la storia di un caso aziendale di successo, misurato sia sulla soddisfazione del cliente che su quello dell'azienda stessa. Si tratta di un resoconto nel quale, a partire da una problematica di partenza, vengono illustrate le risorse e le soluzioni messe in campo dall'azienda per superarla e incontrare le esigenze del cliente.

Scrivere e diffondere esempi di successo aziendale significa condividere metodi e progetti pratici per affrontare sfide specifiche.

Una case history rafforza la credibilità aziendale e contribuisce a definirne l'identità, mettendo in luce il rapporto di fiducia instauratosi tra azienda e cliente e il conseguente valore aggiunto creato e trasferito al cliente. Può essere utilizzata in varie occasioni: inserita nel sito web aziendale come "biglietto da visita", fungere da supporto promozionale di proposte commerciali, corredare le referenze dell'azienda.

Una case history sviluppa i seguenti punti:

- presenta l'azienda e il mercato di riferimento, con descrizione dettagliata del cliente;

- racconta i bisogni e difficoltà oggettive di partenza;

- descrive come sia stato possibile giungere ad un buon risultato, attraverso quali attività, tecnologie e risorse;

- evidenzia i benefici ottenuti dall'azienda, in termini economici e tecnologici e tutti i vantaggi conseguiti da cliente e azienda.

 
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Slide Share: la community delle presentazioni efficaci

A proposito delle regole da seguire per mettere a punto presentazioni in Power Point ottimizzate ed efficaci vi segnalo SlideShare, una vera e propria community delle slide, nella quale attraverso una semplice e gratuita registrazione gli utenti possono caricare le loro presentazioni, ma anche i file pdf e word, e consultare quelle degli altri e commentarle.
Si possono poi condividere le presentazioni sui principali social network, quali Facebook, Twitter o LinkedIn per le aziende.

Per le aziende esiste una sezione appositamente dedicata, la sezione "business", particolarmente interessante, perchè permette di caricare presentazioni di prodotti, campagne o la presentazione dell'azienda stessa.

QUI e QUI due esempi di presentazioni ben organizzate e che forniscono suggerimenti su come raggiungere questo obiettivo.

 
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Power Point, questo sconosciuto. Come ottimizzare le proprie presentazioni

Abbiamo ormai familiarizzato con le slide, strumenti semplici che permettono di organizzare e illustrare agli uditori più vari gli argomenti più disparati, dalle tesi di laurea, ai risultati di ricerche e studi scientifici, fino al lancio di nuovi prodotti aziendali.

Tuttavia questo non significa che di Power Point o della sua versione per Mac, Keynote, si faccia sempre un uso corretto, sfruttandone al meglio tutte le potenzialità. Anzi, nella maggior parte dei casi si raggiungono risultati controproducenti.

L'obiettivo al quale una presentazione deve tendere, qualunque sia la tematica affrontata, è quello di comunicare efficacemente alla platea, cioè fare in modo che essa trattenga esattamente l'informazione che vogliamo trasmettere e magari senza annoiarsi troppo.
Tutto ciò assume un'importanza vitale se si tratta di un presentazione scientifica, ad esempio attuata in ambito aziendale.

Recentemente "The Scientist" ha pubblicato un interessante articolo dal titolo "Pimp my Power Point", evidenziando come esistano modi "giusti" e modi "errati" per organizzare le informaioni sulle slide.
Avvalendosi degli studi compiuti da esperti di comunicazione e neuroscienze, come Stephen Kosslyn, dell'Università di Harvard, e Ron Galloway, documentarista e autore di un film ("Rethinking Power Point") che spiega proprio come realizzare una presentazione ottimale, "The Scientist" propone alcuni suggerimenti.

In primo luogo è indispensabile non violare alcuni semplici principi, poiché questi sono alla base dei processi attraverso i quali la mente umana è abituata ad analizzare e memorizzare le informazioni.

1 il nostro cervello è più abile a percepire le grandi differenze, piuttosto che quelle lievi; evitiamo di usare combinazioni di colori (per i testi, gli sfondi, i bordi) o di font poco distinguibili fra loro. Ad esempio usare un blu cobalto, combinazione di rosso e blu, per un testo o per un bordo, magari associandolo ad altre scritte rosse e blu, renderà molto difficile la concentrazione per il vostro pubblico

2 Per essere efficace la comunicazione non deve trasmettere né troppa né troppo poca informazione in una sola volta; solitamente il pubblico riesce ad immagazzinare non più di quattro unità percettive alla volta. Una slide con una frase-concetto, due immagini e un'altra frase-concetto viene decodificata e memorizzata più facilmente di una slide piena di elenchi puntati.
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3 ogni volta che si introduce un concetto nuovo, è indispensabile traghettare la platea nel passaggio verso la nuova informazione, segnalando opportunamente il "salto" con significativi cambiamenti di grafica. Attenzione però: al mutamento dell'aspetto grafico deve sempre corrispondere la transizione da un concetto ad un altro, altrimenti l'effetto sarà quello opposto di confondere i vostri uditori.

Tenuti bene presenti questi principi chiave, il modo migliore per iniziare a progettare una presentazione è partire dalla carta. Indispensabile tracciare uno schema-guida di ogni slide che contenga una frase-concetto di una o due righe; essa aiuterà a capire quali altri "oggetti" affiancarle per dare forza all'affermazione (e all'informazione) che contiene.

Presentando e descrivendo i metodi e il contesto di una ricerca, avvalersi di video e foto è molto utile, purchè, specialmente le foto, siano esplicative e di reale supporto alle nostre asserzioni e non puramente decorative. Quando dobbiamo illustrare i risultati di uno studio è fondamentale ricorrere a grafici e tabelle, con i dati più significativi opportunamente evidenziati.

Infine, una volta aperto Power Point, mai lasciarsi intrappolare dalle proposte di default, che costringono ad adattarsi ai loro schemi, spesso zeppi di elenchi e sottoelenchi.

Cominciamo dalla slide vuota: a noi la scelta sul modo di presentare le informazioni, coentemente al loro contenuto.

QUI l'articolo originale con un bel video di Micheal Alley, professore della Penn State University.

 
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martina_montaldi_profilo

Nasce nel 1982 ad Albenga,
nota per essere la famosa
"città delle torri" della riviera di ponente.

Sceglie studi liceali classici, affascinata
dalla complessità misteriosa della lingua greca.
I primi approcci con alfabeto, accenti e paradigmi ridimensioneranno
(ma solo di poco) la sua oponione in merito.
Di greco è anche la versione della maturità 2001:
trenta righe, argomento filosofico, autore pressochè sconosciuto
(esiste un gruppo su facebook per le vittime di quell'annata).

Maturata si iscrive all'Università di Genova
e nel 2008 consegue la Laurea in Scienze della Comunicazione
Sociale e Istituzionale. Tesi in semiotica della poesia: forse era meglio
il greco.

Ama i gatti, ne possiede due, Minù e Teodora, ma non le chiama mai
con i loro nomi.

E' "ciclista", ma non per scelta. Fino a poco tempo fa era l'unico mezzo
che aveva a disposizione per i suoi spsostamenti. Ora che potrebbe aspirare
a qualcosa di motorizzato e carrozzato, dice che ormai si è appassionata alle corse in bicicletta...

E' in CPL per mettere
un po' di pratica a sostegno di tanta teoria.



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