Abbiamo ormai familiarizzato con le slide, strumenti semplici che permettono di organizzare e illustrare agli uditori più vari gli argomenti più disparati, dalle tesi di laurea, ai risultati di ricerche e studi scientifici, fino al lancio di nuovi prodotti aziendali.
Tuttavia questo non significa che di Power Point o della sua versione per Mac, Keynote, si faccia sempre un uso corretto, sfruttandone al meglio tutte le potenzialità. Anzi, nella maggior parte dei casi si raggiungono risultati controproducenti.
L'obiettivo al quale una presentazione deve tendere, qualunque sia la tematica affrontata, è quello di comunicare efficacemente alla platea, cioè fare in modo che essa trattenga esattamente l'informazione che vogliamo trasmettere e magari senza annoiarsi troppo.
Tutto ciò assume un'importanza vitale se si tratta di un presentazione scientifica, ad esempio attuata in ambito aziendale.
Recentemente "The Scientist" ha pubblicato un interessante articolo dal titolo "Pimp my Power Point", evidenziando come esistano modi "giusti" e modi "errati" per organizzare le informaioni sulle slide.
Avvalendosi degli studi compiuti da esperti di comunicazione e neuroscienze, come Stephen Kosslyn, dell'Università di Harvard, e Ron Galloway, documentarista e autore di un film ("Rethinking Power Point") che spiega proprio come realizzare una presentazione ottimale, "The Scientist" propone alcuni suggerimenti.
In primo luogo è indispensabile non violare alcuni semplici principi, poiché questi sono alla base dei processi attraverso i quali la mente umana è abituata ad analizzare e memorizzare le informazioni.
1 il nostro cervello è più abile a percepire le grandi differenze, piuttosto che quelle lievi; evitiamo di usare combinazioni di colori (per i testi, gli sfondi, i bordi) o di font poco distinguibili fra loro. Ad esempio usare un blu cobalto, combinazione di rosso e blu, per un testo o per un bordo, magari associandolo ad altre scritte rosse e blu, renderà molto difficile la concentrazione per il vostro pubblico
2 Per essere efficace la comunicazione non deve trasmettere né troppa né troppo poca informazione in una sola volta; solitamente il pubblico riesce ad immagazzinare non più di quattro unità percettive alla volta. Una slide con una frase-concetto, due immagini e un'altra frase-concetto viene decodificata e memorizzata più facilmente di una slide piena di elenchi puntati.

3 ogni volta che si introduce un concetto nuovo, è indispensabile traghettare la platea nel passaggio verso la nuova informazione, segnalando opportunamente il "salto" con significativi cambiamenti di grafica. Attenzione però: al mutamento dell'aspetto grafico deve sempre corrispondere la transizione da un concetto ad un altro, altrimenti l'effetto sarà quello opposto di confondere i vostri uditori.
Tenuti bene presenti questi principi chiave, il modo migliore per iniziare a progettare una presentazione è partire dalla carta. Indispensabile tracciare uno schema-guida di ogni slide che contenga una frase-concetto di una o due righe; essa aiuterà a capire quali altri "oggetti" affiancarle per dare forza all'affermazione (e all'informazione) che contiene.
Presentando e descrivendo i metodi e il contesto di una ricerca, avvalersi di video e foto è molto utile, purchè, specialmente le foto, siano esplicative e di reale supporto alle nostre asserzioni e non puramente decorative. Quando dobbiamo illustrare i risultati di uno studio è fondamentale ricorrere a grafici e tabelle, con i dati più significativi opportunamente evidenziati.
Infine, una volta aperto Power Point, mai lasciarsi intrappolare dalle proposte di default, che costringono ad adattarsi ai loro schemi, spesso zeppi di elenchi e sottoelenchi.
Cominciamo dalla slide vuota: a noi la scelta sul modo di presentare le informazioni, coentemente al loro contenuto.
QUI l'articolo originale con un bel video di Micheal Alley, professore della Penn State University.