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Opinioni brevi

Il prodotto online. Le regole base per un buon sito di eCommerce

Un ecommerce non è un semplice sito web, ma costituisce un vero e proprio canale di vendita online, nel quale dobbiamo mettere il potenziale cliente nella condizione di capire immediatamente quali sono i prodotti in vendita e le modalità di acquisto. In altre parole, il nostro negozio online deve essere costruito ed organizzato con l’obiettivo di rendere il più agevole possibile la navigazione del sito da parte del potenziale cliente e finalizzare il più possibile all’acquisto.

Ecco alcune regole indispensabili per realizzare un buon sito di commercio elettronico:

  • descrizioni dei prodotti chiare ed esaustive, accompagnate da fotografie di altà qualità in grado di restituire al meglio la “verità” del prodotto;
  • chiarezza della navigazione attraverso l’uso di colori diversi per far sapere sempre all’utente dove si trova;
  • esplorazione semplice con l’uso di etichette;
  • le funzioni di ricerca vanno posizionate in tutte le pagine e sempre allo stesso posto;
  • “Cassa” e “Carrello” devono essere sempre distinti e distinguibili dall’utente;
  • Semplificare il più possibile la fase di pagamento
 
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Come varia l'utilizzo di Internet in Italia. Gli ultimi dati

Oggi vi segnalo questo articolo dell' Associazione IAB Italia che propone gli ultimi dati rilevati da Audiwen e Nielsen nel mese di aprile 2010 sull' utilizzo di Internet in Italia.
I dati più interessanti sono:

  • la crescita del 16% degli utenti che si collegano ad Internet dal PC, rispetto all'ultimo anno
  • l'aumento degli utenti internet che si collegano in mobilità dal proprio cellulare, 29% in più rispetto all'ultimo anno
  • Il "ranking" della tipologia di siti più visitati
    • da fisso: primi dieci posti stabili con crescita sensibile rispetto all'anno scorso dei siti di Members Community (+ 19%), video on line (+ 22%) e news on line (+25%);
    • da cellulare: al primo posto i portali generalisti seguiti dall'utilizzo delle email e dai siti di news on line.

      Ecco le tabelle di Audiweb e Nielsen:
  • classifica siti più visitati da pc











    classifica siti più visti da cellulare

     

     

 





Fonte: Audiweb-Nielsen, IAB

 
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Chi misura l'audience di Internet?

Sapevate che l'audience si misura anche su Internet? Ebbene sì.

Audiweb è una "Joint Industrie Committee", cioè un ente partecipato da tutte le associazioni di categoria degli operatori del mercato online e fornisce dati, imparziali e attendibili, di tipo quantitativo e qualitativo sulla fruizione di Internet.
La consultazione dei report di sintesi sul sito di Audiweb è libera, per accedervi è sufficiente registrarsi.

Questo tipo di informazioni possono rivelarsi molto utili per tutte le aziende attive su internet che vogliano comprenderne il funzionamento in modo più approfondito e conseguentemente pianificare al meglio le loro azioni di comunicazione e di marketing on-line.

Proprio ieri Audiweb ha reso pubblico il report circa i risultati di audience conseguiti dal web nel mese di marzo di quest'anno, con dati relativi all'utilizzo del "medium" da casa, ufficio e altri luoghi, da parte di utenti italiani dai 2 ai 74 anni.
Un riassunto dei dati più significativi con il confronto rispetto allo stesso mese dello scorso anno lo trovate QUI, oppure andate direttamente al sito di Audiweb.
 
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Il contrattacco anti-censura di Google

Google colpisce ancora. Il post sul blog ufficiale, firmato David Drummond, annuncia la messa a punto di uno nuovo strumento, il Government Request Tool, che mostra agli utenti il numero delle richieste di rimozione di contenuti e informazioni, inoltrate dai Governi di tutto il mondo a Google da luglio a dicembre del 2009.

L'intento di Google è quello di aumentare la trasparenza sul web e diminuire di conseguenza le azioni censorie dei governi.

Per approfondire QUI trovate il post di David Drummond sul blog ufficiale di Google e QUI trovate la classifica delle richieste censorie dei governi mondiali.

Sulla Cina campeggia un eloquente punto interrogativo, poiché "La Cina considera la richieste di censura un segreto di stato, non possiamo quindi fornire questa informazione al momento".

L'Italia è al settimo posto con 57 richieste, dopo la Gran Bretagna e prima dell'Argentina.

 
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Quando cedere i diritti fa bene al marketing: il licensing

Affiancato alle tradizionali attività di marketing il "licensing", costituisce per l'azienda un modo nuovo, interessate e vantaggioso di promuovere i propri prodotti o servizi.

Nel "licensing", in italiano "licenza", un'azienda licenziante cede temporaneamente ad un'azienda licenziataria i diritti legati all'uso e allo sfruttamento del proprio marchio registrato e di tutti i diritti "di immagine" ad esso conseguenti, in cambio di un compenso detto "fee", fisso o calcolato sulla percentuale delle vendite.

In questo modo l'azienda licenziataria, cioè quella che acquisisce i diritti di gestione del marchio, può sfruttare una "firma" già consolidata e conosciuta sul mercato per ottimizzare la promozione dei suoi prodotti o servizi.

Attualmente il "licensing" è maggiormente concentrato nelle aree dell'intrattenimento, dello spettacolo, dell'arte, della moda e dello sport.

Inoltre esistono e sono sempre più diffuse agenzie e società di consulenza specializzate in "licensing" che offrono alle aziende il supporto necessario per intraprendere tali attività, a cominciare dalla delicata fase di "scouting", cioè la scelta della licenza più adatta al prodotto o servizio da commercializzare, e favoriscono l'incontro fra aziende licenzianti e licenziatarie.

Per le aziende che desiderano avvicinarsi al mondo del "licensing" consigliamo di cominciare da Backstage Licensing e Licensing Italia, oppure di visitare il sito dell'associazione internazionale del settore, il LIMA, International Licensing Industry Merchandisers' Association.

 
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Restyling per Pepsi Cola

PepsiCo, si rinnova.

L'azienda statunitense produttrice della bevanda da sempre antagonista della molto più nota Coca Cola, si rende in questi giorni protagonista di alcuni cambiamenti.

Il primo la vede impegnata sul fronte del miglioramento della salubrità dei prodotti, secondo una politica "anti junk food", che prevede la riduzione del contenuto di zuccheri, sale e grassi di snack e bevande.

Il secondo e per noi decisamente più interessante e significativo cambiamento, poiché si tratta di un'operazione di comunicazione che anche CPL svolge per le sue aziende clienti, è il restyling del logo-marchio proprio della Pepsi Cola.

Comparsa in Usa nel 1898 e pubblicizzata come rimedio contro i dolori di stomaco e come bevanda in grado di favorire la digestione (il nome infatti richiama il termine greco "eupepsia", "buona digestione"), possiede un logo con caratteristiche grafiche rimaste sostanzialmente invariate dal 1950, anno che coincide con il "boom economico", il consumo di massa e l'affermazione dell'azienda sul mercato statunitense.

Questa breve analisi ci permette di comprendere come la strategia appropriata per il rinnovo di un logo o un marchio di un'azienda "storica" o di un prodotto che sia ormai largamente conosciuto sul mercato, non debba andare nella direzione di uno stravolgimento completo del nome e della veste grafica.

Al contrario, qualsiasi cambiamento deve puntare a "ringiovanire" il marchio, ma mai a discapito della sua riconoscibilità.

Qui trovate l'evoluzione dei loghi Pepsi Cola

 
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Google, google ancora google: che ne sarà di Google Analytics?

Sembra proprio che Google “cento ne pensi e cento ne faccia”.

Questa volta però la questione coinvolge direttamente la nostra azienda. CPL infatti si avvale costantemente del servizio di "Google Analytics" per monitorare l'andamento del proprio sito e di quelli dei suoi clienti, in particolar modo.

Per le aziende, infatti, riusulta decisiva l'analisi del traffico del proprio sito web e dei comportamenti di chi lo naviga per verificare la coerenza degli obiettivi aziendali rispetto ai bisogni dei clienti. Questo è tanto più vero se consideriamo i siti di e-commerce.

Ma proprio dalla madre di questo indispensabile strumento di lavoro giunge oggi quello che appare come un pentimento a favore degli utenti.

Da una nota presente proprio sul blog dedicato ad Analytics si legge che Google sta pensando alla messa a punto di uno speciale plug-in, integrabile in tutti i browser che consentirebbe agli utenti di non essere intercettati e comparire nelle statistiche raccolte da Analytics.

Se da una parte appare remota la possibilità che i webnauti installino uno strumento simile nei propri software di navigazione, d'altro canto è da rilevare come in nome di un presunto "diritto di privacy", quanto mai fuoriluogo nell'ambiete del web, si rischia forse di rendere inattendibile e dunque inservibile uno strumento fondamentale per la vitalità delle aziende, ma anche dei loro clienti. Google ripensaci.

 
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martina_montaldi_profilo

Nasce nel 1982 ad Albenga,
nota per essere la famosa
"città delle torri" della riviera di ponente.

Sceglie studi liceali classici, affascinata
dalla complessità misteriosa della lingua greca.
I primi approcci con alfabeto, accenti e paradigmi ridimensioneranno
(ma solo di poco) la sua oponione in merito.
Di greco è anche la versione della maturità 2001:
trenta righe, argomento filosofico, autore pressochè sconosciuto
(esiste un gruppo su facebook per le vittime di quell'annata).

Maturata si iscrive all'Università di Genova
e nel 2008 consegue la Laurea in Scienze della Comunicazione
Sociale e Istituzionale. Tesi in semiotica della poesia: forse era meglio
il greco.

Ama i gatti, ne possiede due, Minù e Teodora, ma non le chiama mai
con i loro nomi.

E' "ciclista", ma non per scelta. Fino a poco tempo fa era l'unico mezzo
che aveva a disposizione per i suoi spsostamenti. Ora che potrebbe aspirare
a qualcosa di motorizzato e carrozzato, dice che ormai si è appassionata alle corse in bicicletta...

E' in CPL per mettere
un po' di pratica a sostegno di tanta teoria.



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