Nella realizzazione di un catalogo B2B esistono due passaggi chiave:
organizzazione dei contenuti
scelta della vesta grafica in funzione degli stessi.
Ogni volta che chiedo una riunione per organizzare i contenuti (conoscere la produzione per poterla presentare al meglio) trovo sempre grande collaborazione, ma per coloro che vogliono approfondire vediamo di mettere un po’ di ordine.
Mettendo in ordine la produzione aziendale e dividendola in tipologie si delinea quasi automaticamente una struttura base che serve a molte cose:
- fare un indice del catalogo
- decidere la suddivisione dei capitoli
- ipotizzare quanti prodotti conviene mettere in ogni pagina
- ….permettermi di capire cosa produce il mio cliente.
Morale: la grafica di un pagina è in funzione degli elementi che devono comparire.
Primo esempio: tanti elementi, poca libertà estetica.
In questo caso gli elementi erano:
una o più foto del prodotto
uno o più disegni tecnici con quote
luna o più tabelle con i dati delle caratteristiche in 4 lingue
la descrizione del prodotto in 4 lingue
Secondo esempio: pochi elementi, maggior libertà estetica.

In questo caso gli elementi erano:
una o più foto del prodotto
un disegno tecnico con quote
una tabella con i dati delle caratteristiche monolingua
una descrizione del prodotto monolingua.
Il settore della vendita di prodotti ad altre aziende ( business to business) conta in Italia milioni di aziende,
Tra queste una grande percentuale è composta da aziende che non vendono un prodotto finito standard, ma un prodotto quasi su misura; dove le caratteristiche, la dimensione e, a volte, anche il materiale viene fornito su specifiche tecniche richieste dall’azienda committente.
Un esempio di facile comprensione è rappresentato dalle passerelle per salire a bordo degli yacht.
Il prodotto a catalogo è sempre uno: la passerella; ma le possibilità di costruzione sono infinite (variano le dimensioni, il materiale, le motorizzazioni, gli accessori, etc.).
Come far capire al lettore che si possono produrre 20 tipi di passerelle anche se in foto se ne vede una sola?
Ecco come consiglio di presentare i prodotti:
_ strutturare un indice di catalogo che faciliti la comprensione delle tipologie;
_ iniziare il catalogo con una tavola riassuntiva di tutte le tipologie offerte (magari su due pagine).
_ associare una foto od un disegno ad ogni tipologia;
_ rimediare alla cronica mancanza di foto con rendering 3d;
_ dedicare molta attenzione sulla realizzazione della copertina.
Per la parte della pubblicazione dedicata all’azienda, invece consiglio:
_ sintetizzare la storia dell’azienda e focalizzarsi sui caratteri distintivi;
_ presentare le fasi del processo di produzione in modo analitico, magari con un grafico.
_ valorizzare il servizio post vendita
_ presentare con una mappa geografica i centri di assistenza
Per esperienza diretta i cataloghi che danno un buon servizio all’azienda sono quelli che riescono a comunicare e in modo chiaro le competenze del produttore.
Ogni catalogo aziendale vive in media uno o due anni.
Ma la normale vita di un prodotto è almeno 4 volte superiore.
I cataloghi di aziende che operano nel B2B contengono in media l'80% di prodotti già presenti nelle passate edizioni e una piccola percentuale di prodotti nuovi (10-20%).
Se poi pensiamo a quelle aziende che producono manufatti su misura o su disegno, scopriamo che nel catalogo non è presentato un vero e proprio prodotto specifico, ma un genere, una tipologia adattabile a precise richieste.
Facciamo un esempio: di una pressa oleodinamica, di un impianto di condizionamento per yacht, di un anodo per motori marini, possono variare le dimensioni, le potenze, le leghe ma sostanzialmente il prodotto rimane lo stesso prodotto per diversi anni.
In tutti questi casi la soluzione che generalmente viene adottata è:
rinnovare la veste grafica per riaccendere l'attenzione sui prodotti.
Luogo principale in cui l'innovazione deve essere evidente è soprattutto la copertina:
Il regno del “ nuovo”.
Ecco un elenco delle caratteristiche che, secondo me, una copertina deve avere.
1) avere uno stacco cromatico molto forte;
2) presentare il marchio dell'azienda nel punto di migliore visibilità;
3) comunicare immediatamente il genere di prodotti presenti all'interno.
Ovviamente l'aspetto grafico è solo una delle caratteristiche che entrano in gioco per progettare un catalogo di prodotto dedicato alla vendita B2B.
L’altro aspetto è l’organizzazione dei contenuti. (di cui scriverò tra qualche giorno).
Ecco la pagina web per vedere i progetti realizzati da CPL nel B2B.
Sotto il banner " Richiedi informazioni su questo servizio" , puoi trovare l'elenco dei progetti realizzati.

Guidomichele Iagulli è nato a Foggia nel 1956.
Nel 1969 si trasferisce
in LIguria.
Si diploma al Liceo Artistico "A. Martini" di Savona nel 1974.
Quindi si iscrive alla Facoltà di Architettura di Genova.
E' proprio durante uno degli ultimi esami che viene a conoscenza della morte di Aldo Moro.
E' il 9 Maggio del 1978
Due anni dopo Mike Bongiorno dalla vetta del Cervino esalta le qualità di una grappa.
Tra Calimero, L'uomo in Ammollo e la Pasta del Capitano il fenomeno della " reclame" comincia a disegnare sempre più netti i contorni della MIlano Da Bere.
Nel 1982 decide di fare il Pubblicitario.
Dopo aver dato 25 esami su 30 abbandona l'Università e apre una Agenzia con il socio Franco Ratto.
La stessa in cui lavora ancora oggi.
Nel 1997 sposa Enrica.
Hanno due figli:
Gabriele ed Elena.
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