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Marketing B2B

CD catalogo prodotti: una soluzione pratica per le fiere internazionali.

La maggior parte delle aziende che opera nel settore del B2B, partecipa, anche più di una volta all’anno, a fiere specialistiche di settore, spesso internazionali.

Specialmente chi si sposta in aereo preferisce sempre più ritirare, alla fine della visita presso lo stand, il catalogo elettronico  piuttosto che quello cartaceo.

Il motivo è presto detto, i cd pesano e ingombrano molto meno dei relativi omologhi cartacei.

Conclusione: il cartaceo è sempre vivo e in grande salute, ma nelle fiere viene accettato molto volentieri il CD o il DVD.
Sia che contenga tutto il catalogo cartaceo sia che contenga una presentazione multimediale dell’azienda.

Se poi il contatto ha un seguito commerciale, viene di solito richiesto l’invio della documentazione cartacea in un secondo momento.

Sorge la domanda come confezionare il CD/DVD?
Vediamo le soluzioni più usate.

Slim box:
ovvero  le normali custodie in plastica trasparente, contenente il  booklet (foglio a due facciate normalmente inserito nella slim box).
E’ la confezione più completa e rifinita.
Io di solito consiglio di stampare direttamente a colori sul cd il marchio aziendale e l’indirizzo del sito web.
Il booklet invece lo riservo ad un riassunto della produzione, con l’aggiunta del marchio e della lista completa dei contatti.

Bustina trasparente:
ovvero bustina in plastica trasparente su richiesta dotata di strip adesivo.
E’ una soluzione di minor costo. Che va allegata ad un depliant riassuntivo della produzione.

Ovviamente ricordarsi che per la distribuzione nelle fiere in Italia bisogna che il cd abbia il bollino SIAE, con il pagamento della relativa tassa.

Per le fiere all’estero invece siamo esentati da questa prassi, tutta italiana...
 
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Punto metallico o brossura? scegliamo in base alle caratteristiche del catalogo.

Una volta fìnita l’impaginazione grafica e realizzato il file pdf per lo stampatore, inizia il processo di stampa.
Indipendentemente dal tipo di stampa adottata (offset o roto-offset) il foglio macchina (che può essere di formato 70x100 cm oppure 100 x 140 cm) viene piegato, confezionato e rifilato. Questo processo riduzione dal foglio macchina ad un formato minore tramite piegatura è denominato “segnatura”.

Quindi il foglio macchina dopo essere stampato viene piegato a formare delle segnature, le varie segnature devono essere unite tra di loro: tutte le tecniche che permettono di mantenere le pagine unite tra di loro vengono definite “rilegatura”.

Il tipo di legatura più adatta da usare deriva dalle caratteristiche del catalogo.
Vediamo quelle normalmente più usate.

Punto metallico:
questo tipo di rilegatura è adatta a realizzare cataloghi con un numero limitato di pagine con una copertina in media sui 200/250 gr.
Il punto metallico riesce a confezionare senza difetti fino  32/40 facciate, con pagine interne della grammatura 130/150 gr.
Si possono rilegare anche fino a 60 facciate, ma le pagine assumono il caratteristico e antiestetico rigonfiamento.

Brossura  a filo refe
Questo tipo di rilegatura  è realizzata cucendo ogni singola segnatura e poi tutte insieme le varie segnature ( ottavi, sedicesimi, trentaduesimi, etc) con un filo (lino, cotone, canapa,sintetico) per poi incollarle a caldo successivamente al dorso della copertina.
Sistema molto efficace che garantisce elevata resistenza: adatto a pubblicazioni di molte pagine (dalle 60 in su).

Brossura fresata
Le singole segnature vengono fresate in testa  e poi incollate al dorso della copertina.
Non prevedendo la cucitura la brossura fresata è un procedimento più economico rispetto alla precedente, che presenta una minor resistenza all’usura.

Quindi riassumendo per un catalogo prodotti consiglio:
confezione economica fino a 40 facciate: punto metallico
confezione dalle 40 facciate in su di medio livello: brossura fresata
confezione dalla 40 facciate in su di ottimo livello: brossura a filo refe
 
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Organizzazione dei contenuti e stile grafico di un catalogo: le due facce della stessa medaglia.

Nella realizzazione di un catalogo B2B esistono due passaggi chiave:
organizzazione dei contenuti
scelta della vesta grafica in funzione degli stessi.

Ogni volta che chiedo una riunione per organizzare i contenuti (conoscere la produzione per poterla presentare al meglio) trovo sempre grande collaborazione, ma per coloro che vogliono approfondire vediamo di mettere un po’ di ordine.

Mettendo in ordine la produzione aziendale e dividendola in tipologie si delinea quasi automaticamente  una struttura base che serve a molte cose:
-    fare un indice del catalogo
-    decidere la suddivisione dei capitoli
-    ipotizzare quanti prodotti conviene mettere in ogni pagina
-    ….permettermi di capire cosa produce il mio cliente.

Morale: la grafica di un pagina è in funzione degli elementi che devono comparire.

Primo esempio: tanti elementi, poca libertà estetica.

alba

In questo caso gli elementi erano:
una o più foto del prodotto
uno o più  disegni tecnici con quote
luna o più tabelle con i dati delle caratteristiche in 4 lingue
la descrizione del prodotto in 4 lingue

Secondo esempio: pochi elementi, maggior libertà estetica.

fpt

In questo caso gli elementi erano:
una o più foto del prodotto
un disegno tecnico con quote
una tabella con i dati delle caratteristiche monolingua
una descrizione del prodotto monolingua.

 
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Le principali caratteristiche di un catalogo B2B finalizzato alla vendita di prodotti industriali su misura.

Il settore della vendita di prodotti ad altre aziende ( business to business)  conta in Italia milioni di aziende,

Tra queste una grande percentuale è composta da aziende che non vendono un prodotto finito standard, ma un prodotto quasi su misura; dove le caratteristiche, la dimensione e, a volte, anche il materiale viene fornito su specifiche tecniche richieste dall’azienda committente.

Un esempio di facile comprensione è rappresentato dalle passerelle per salire a bordo degli yacht.
Il prodotto a catalogo è sempre uno: la passerella; ma le possibilità di costruzione sono infinite (variano le dimensioni, il materiale, le motorizzazioni, gli accessori, etc.).

Come far capire al lettore che si possono produrre 20 tipi di passerelle anche se in foto se ne vede una sola?

Ecco come consiglio di presentare i prodotti:

_ strutturare un indice di catalogo che faciliti la comprensione delle tipologie;
_ iniziare il catalogo con una tavola  riassuntiva di tutte le tipologie offerte (magari su due pagine).
_ associare una foto od un disegno ad ogni tipologia;
_ rimediare alla cronica mancanza di foto con rendering 3d;
_ dedicare molta attenzione sulla realizzazione della copertina.

Per la parte della pubblicazione dedicata all’azienda, invece consiglio:
_ sintetizzare la storia dell’azienda e focalizzarsi sui caratteri distintivi;
_ presentare le fasi del processo di produzione in modo analitico, magari con un grafico.
_ valorizzare il servizio post vendita
_ presentare con una mappa geografica i centri di assistenza

Per esperienza diretta i cataloghi che danno un buon servizio all’azienda sono quelli che riescono a comunicare e  in modo chiaro le competenze del produttore.

Una chiara presentazione dei prodotti senz'altro aiuta a rafforzare questo convincimento.
 
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Rinnovare la grafica di un catalogo B2B per riaccendere l'attenzione sui prodotti.

Ogni catalogo aziendale vive in media uno o due anni.
Ma la normale vita di un prodotto è almeno 4 volte superiore.

I cataloghi di aziende che operano nel B2B contengono in media l'80% di prodotti già presenti nelle passate edizioni e una piccola percentuale di prodotti nuovi (10-20%).

Se poi pensiamo a quelle aziende che producono manufatti su misura o su disegno, scopriamo che nel catalogo non è presentato un vero e proprio prodotto specifico, ma un genere, una tipologia adattabile a precise richieste.

Facciamo un esempio: di una pressa oleodinamica, di un impianto di condizionamento per yacht, di un anodo per motori marini, possono variare le dimensioni, le potenze, le leghe ma  sostanzialmente il prodotto rimane lo stesso prodotto per diversi anni.

In tutti questi casi la soluzione che generalmente viene adottata è:
rinnovare la veste grafica per riaccendere l'attenzione sui prodotti.

Luogo principale in cui l'innovazione deve essere evidente è soprattutto la copertina:
Il regno del “ nuovo”.

Ecco un elenco delle caratteristiche che, secondo me, una copertina deve avere.
1) avere uno stacco cromatico molto forte;
2) presentare il marchio dell'azienda nel punto di migliore visibilità;
3) comunicare immediatamente il genere di prodotti presenti all'interno.

Ovviamente  l'aspetto grafico è solo una delle caratteristiche che entrano in gioco per progettare un catalogo di prodotto dedicato alla vendita B2B.
L’altro aspetto è  l’organizzazione dei contenuti. (di cui scriverò tra qualche giorno).

Ecco la pagina web per vedere i progetti realizzati da CPL nel B2B.

Sotto il banner " Richiedi informazioni su questo servizio" , puoi trovare l'elenco dei progetti realizzati.

 
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guido-gabri

Guidomichele Iagulli è nato a Foggia nel 1956.
Nel 1969 si trasferisce
in LIguria.

Si diploma al Liceo Artistico "A. Martini" di Savona nel 1974.
Quindi si iscrive alla Facoltà di Architettura di Genova.

E' proprio durante uno degli ultimi esami che viene a conoscenza della morte di Aldo Moro.
E' il 9 Maggio del 1978

Due anni dopo Mike Bongiorno dalla vetta del Cervino esalta le qualità di una grappa.
Tra Calimero, L'uomo in Ammollo e la Pasta del Capitano il fenomeno della " reclame" comincia a disegnare sempre più netti i contorni della MIlano Da Bere.

Nel 1982 decide di fare il Pubblicitario.
Dopo aver dato 25 esami su 30 abbandona l'Università e apre una Agenzia con il socio Franco Ratto.
La stessa in cui lavora ancora oggi.

Nel 1997 sposa Enrica.
Hanno due figli:
Gabriele ed Elena.