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Come monitorare le visite al sito internet. Il video del corso del 14 dicembre 2010

Questa è la registrazione del corso tenuto il 14 dicembre 2010 presso DCNC-Genova sulla Google Analytics - Come monitorare le visite.


Watch live video from ego82 on Justin.tv
 
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Il martedì nero di UStream

Chi, da ieri mattina, lunedì 13 dicembre 2010, ha voluto trasmettere video (fare broadcasting) con il servizio di streaming UStream lo ha trovato bloccato. Noi stessi, avremmo dovuto trasmettere questa mattina una presentazione pubblica, e ieri durante la fase di test ci siamo trovati il messaggio di errore. Non è chiaro che cosa stia succedendo a UStream, ciò che è piuttosto certo è che si tratta di un problema relativo all'Italia: UStream continua a funzionare negli altri paesi.  UStream non fornisce spiegazioni ufficiali in merito allo stop delle trasmissioni in Italia. Il blog geekissimo ha pubblicato ieri alcune ipotesi, che riportiamo qui, e che potete trovare integralmente qui. Molti pensano che si tratti di un blocco temporaneo, altri invece pensano che sia un metodo per far aumentare il numero di utenti premium con il nuovo servizio watershed, altri invece pensano che si tratti di un utilizzo “non appropriato” della piattaforma, dalla maggior parte degli utenti Italiani; infatti ultimamente in Italia USTREAM è diventato il servizio per eccellenza per guardare partite di calcio in streaming senza pagare nulla. Anche il software “Ustream Producer” sembra non funzionare.
 
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Cerchiamo esperto Joomla

In CPL cerchiamo un esperto programmatore Joomla! per risolvere problema legato alla velocità di un sito di ecommerce. Occorre analizzare il sito, individuare causa della lentezza (hosting, piattaforma, componenti installati, etc) e fornire la soluzione. Per contattarci: enricoratto@cplweb.it (Cerchiamo esclusivamente esperto Joomla!, non offerte sviluppo business, web marketing, posizionamenti, etc.)
 
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Adobe ePublishing 2010: appunti dalla giornata sulla pubblicazione digitale

Rientriamo dalla giornata Adobe sull'ePublishing (hashtag #adobe_epub). Lascio da parte gli interventi molto tecnici, i panel pomeridiani su Flash, Air e Pdf (molto interessanti) e riporto, di tutti gli appunti presi, un estratto dell'intervento di Luca Pianigiani di Jumper.  Tema: ha senso di parlare di "riviste digitali" o rivista esiste al di là dello strumento di fruizione? E ha senso tutto questo entusiasmo oggi: la tecnologia c'era già, non ce ne eravamo accorti? Ecco come la mette Luca (si tratta di appunti)  Digitale non vuol dire solo iPad o tablet, ma significa mostrare una rivista su qualunque monitor.  Anche la tecnologia c'era già, già nel 2000 c'era chi faceva editoria digitale. Per esempio zoozoom, una rivista di moda fatta esclusivamente per la lettura on line.   Nel 2004 si potevano fare magazine digitali in pdf. La tecnologia c'era, ma oggi l'abbiamo accettata. Il lettore digitale: una questione di approccio. Avete osservato come le persone leggono? Sul computer siamo a caccia di infomazioni. Davanti ad una rivista, ci intratteniamo, Non stiamo cercando informazioni. Questo marca la differenza tra computer e magazine. Chris Anderson dice: where time goes, money will follow. Dove si ritrova il tempo, lì arriveranno i soldi. Vediamo i tempi: sul web ogni giorno ci tratteniamo 3 minuti; sull'iPhone 45 minuti; 100 minuti su iPad per cercare informazioni. Secondo concetto: il possesso. Una notizia su iPad viene percepita come "mia", mentre sul web vive su un altro ambiente, la notizia non è "mia". William Gibson dice: si vendono più narrazioni e storie che non prodotti. Se riusciamo a mettere all'interno di un prodotto una narrazione. Le riviste non sono App. Le riviste digitali non sono digitali. Le riviste sono riviste. Sono oggetti che stanno dentro un monitor, dentro una serie di pagine, o in qualsiasi altro posto. Le riviste digitali hanno però dei nuovi linguaggi. È più importante creare e codificare nuovi linguaggi che replicare i linguaggi della carta. Una rivista digitale non ha pagine, non ho bisogno di girare la pagina. Possiamo fare a meno delle pagine, l'importante sono gli ambienti che sviluppo. Le riviste non hanno bisogno di libretti di istruzioni. Le riviste digitali, invece, oggi hanno bisogno di libretti di istruzioni. La forza dell'infographics: nel digitale le infographics si può muovere. Le riviste possono non avere tasti: dobbiamo fare in modo che le riviste digitali facciano cose per noi senza aver bisogno di essere noi a dirglielo. Non dobbiamo pensare che, nelle riviste digitali, più ci mettiamo più facciamo. Le riviste digitali non sono un sito. È arrivato l'Emotional Publishing Quali business model per le riviste digitali? Oggi non è per tutti, questo a differenza del web. Si possono analizzare i dati e capire che cosa fanno le persone Si possono fare abbonamenti e vendite delle singole copie ...e si può fare un'ulteriore cosa: dopo il Desktop Publishing dopo il Network Publishing (fai un contenuto e lo distribuisci su qualunque tipo di piattaforma, sarà l'utente a scegliere) è arrivato l'Emotional Publishing (formula ideata da Luca Pianigiani) Fare riviste non significa trasferire informazioni, ma creare emozioni. (dall'intervento di Luca Pianigiani, Jumper, Adobe ePublishing 2010)
 
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Come ottenere un QR Code a costo zero

Qualche giorno fa leggevo un post e ho provato il servizio goo.gl di Google.

Questo servizio serve a due cose:
- accorcia gli url: così come tanti altri servizi on line. Serve a rendere breve un indirizzo url lungo, utile per twitter ma ormai anche per molte altre attività.

- monitora i click raccolti da ogni url e fornisce le statistiche. Molto utile, e diciamo che questo utilizzo degli url riscritti è entrato a far parte del quotidiano di chi si occupa di campagne di marketing on e off line. In pratica: se generi diversi url riscritti (per esempio partendo da www.cplweb.it) e attribuisci a diverse campagne pubblicitarie sul web un url riscritto differente, sai esattamente quanti click ha raccolto ogni banner, ogni testo, ogni immagine. Da questi dati ne deriva una scelta più calibrata dei canali migliori.

- sorpresa: il servizio goo.gl genera anche un QR Code. Accanto ad ogni url riscritto, viene generato il quadrato (tipo codice a barre) che, se inquadrato con uno smart phone, linka direttamente alla pagina del prodotto. Molto interessante per vari aspetti (leggi questo articolo).

Come abbiamo utilizzato tutto questo? Per una nostra piccola uscita pubblicitaria su una rivista di settore per la nostra divisione CPL Fabbrika.
Campagna multi-media: cartacea e iPad, in pratica la stessa grafica esce su una rivista cartacea, e la rivista cartacea sarà sfogliabile su iPad durante una fiera di settore. Così, ogni icona ha un tasto linkato: quanto l'uscita è su iPad, il link porta al prodotto. Ovviamente, il link ha sotto un url riscritto grazie al quale riusciamo a contare quanti click la rivista ci ha generato. Per le uscite su carta, abbiamo inserito i QR Code generati da Google: in questo modo accorciamo la distanza tra carta e computer, perchè inquadrando il codice con uno smart phone, chi legge potrà accedere direttamente alla pagina prodotto del sito, senza intemediazioni, senza nemmeno passare dalla home page.

Ecco che cosa ne è nato:

qr code per campagna pubblicitaria
 
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Traffico dai Social Network: adeguare le statistiche Analytics?

Misurare il traffico al proprio sito, ecommerce o blog attraverso gli strumenti di Google Analytics è una attività quotidiana: mezz'ora al giorno, ogni mattina dopo le 9, quando vengono aggiornati i dati del giorno precedente sul dashboard. Ma quando Analytics adeguerà l'impostazione dei suoi risultati alla realtà? Il traffico proveniente dai social network sta crescendo mese dopo mese: non sarebbe il caso di creare una "categoria" distinta, e non aggregare più il traffico dai social network ai "siti referenti"? Impostare così le tre macro-categorie del diagramma a torta: motori di ricerca, siti referenti, social network, traffico diretto. Un modo più semplice, e attuale, per conoscere i risultati della propria strategia di web marketing.
 
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Avete mai provato ad inserire il numero di telefono in un annuncio adwords?

Ho attivato una campagna adwords due giorni fa. Ho inserito il numero di telefono nella terza riga dell'annuncio. Inizialmente pensavo che Google non l'approvasse (con un numero di telefono, si evita il click e quindi il pay), invece è stato approvato regolarmente ed ora è in rete. Vi dirò come sta andando, se aumentano i contatti o quel che succede...
 
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Scrivere scrivere condividere... per fortuna c'è Hootsuite.

Ho scoperto da poco Hootsuite e vi racconto perchè l'ho trovata utilissima:

- seguo normalmente l'attività di 4 "social network", iniziano ad essere troppi. Facebook per tutto, Twitter per tutto, Foursquare per divertimento, Linkedin per capire le cose.
- le notizie e gli status mi seguono (o io seguo loro) su Mac, Laptop e iPhone.
- il tempo a disposizione è sempre meno.
- tuttavia trovo sia inutile sincronizzare le notizie tra i vari social network, in quanto i target (i network) sono diversi tra loro, ed ognuno è interessato o meno solo ad alcuni aspetti della mia vita/giornata.

come funziona hootsuite


Ho scoperto questa piattaforma, intuitiva, rapidissima, semplice: installi una volta tutti i tuoi profili, e poi con una schermata tieni tutto sotto controllo. E flaggando di volta in volta dove condividere le notizie, posso fare a meno di sincronizzare in automatico aggiornamento di status e notizie.
Ho scaricato anche la versione per iPhone: vi farò sapere.
 
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I mille usi dell'iPad per le aziende

E' un piacere leggere su Nova un breve elenco degli utilizzi che vengono immaginati ad un mese dall'arrivo in Italia dell'iPad.
Su alcuni avevo ragionato qualche giorno fa quando lo immaginavo come reale alternativa ai cataloghi commerciali.
Nell'articolo viene immaginato anche l'utilizzo per le ricerche archeologiche, in cui vengono catalogati reperti e presi appunti in continuazione, scattate foto, taggate, e via così. Idem per le cartelle mediche.

Insomma, sembrano esserci tre diversi livelli di "business" intorno a questa tecnologia:
- chi venderà iPad
- chi produrrà Applicazioni per iPad (a proposito, ci stiamo lavorando, si tratta di una programmazione davvero complessa, prima di qualunque schema pre-confezionato, tuto codice...)
- chi immaginerà e riuscirà a far vedere alle aziende un nuovo utilizzo della tavoletta.

 
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iPad? Ecco la vera alternativa al catalogo cartaceo.

Dotato di uno schermo, sempre connesso a internet, in grado di navigare in modo rapidissimo. E' l'iPad, bellissimo device appena lanciato da Apple e in arrivo in Italia a fine aprile. Molti si chiedono a che cosa serva, se per caso sia un'alternativa al laptop, se sia uno strumento utile alla produttività quotidiana. Questo punto ci interessa poco. Guardiamo ai contenuti,  chiediamoci che cosa può sostituire, o integrare, in un'azienda. Si tratta di alta tecnologia, dunque la prima cosa a cui si pensa è il sito internet. I contenuti sull'iPad sono un'alternativa al sito? Non è così. L'iPad sarà una reale alternativa al catalogo cartaceo. Vediamo perchè.

- il formato: iPad misura (quasi) come un foglio A4, permette di vedere, sfogliare, mostrare all'interlocutore gli stessi contenuti dei più comuni cataloghi cartacei.
- è portatile: mostrare un sito internet in Fiera o all'appuntamento con il cliente non è mai stata una scelta brillante. Passata la sbornia tecnologica, per cui non era importante se un sito o un cd multimediale fosse efficace in quel frangente, ma l'importante era mostrare di averne uno, oggi si è tornati al modulo d'ordine stampato da excel, al catalogo che si tiene tra le mani, ai post it, agli appunti presi direttamente sulle foto dei prodotti. Un catalogo prodotti su IPad può davvero sostituire in maniera  funzionale la carta. Un po' come i palmari che usano i ristoranti particolarmente affollati: quando l'intero processo è impostato bene, nel 98% dei caso alla cassa tutto quadra, senza che in cucina svolazzino foglietti.
- sempre aggiornato: ristampare un catalogo per un aggiornamento è il vero punto debole della carta. Il sito ha risolto questo problema, bastano pochi minuti per aggiornare un listino, un'immagine o una tabella. Ma il sito non è portatile, intendo dire "realmente portatile", se ne sta dentro un monitor sulla scrivania, spesso si disconnette sul più bello. Sul mio iPhone ho circa 100 applicazioni, e ogni mattina un bollino rosso mi indica il numero di App aggiornate da parte del produttore. Io collego l'iPhone al computer, e in meno di due minuti ho il museo del Louvre con la disposizione dei quadri aggiornata per ogni stanza, la metropolitana di Londra con l'indicazione delle stazioni chiuse per lavori (questo avviene anche tramite connessione internet classica, il telefono va a "chiedere" i dati ogni volta che viene aperta l'applicazione), l'Ikea mi ha aggiornato i nuovi codici prodotto senza spendere un euro di stampa.
- si sfoglia in profondità: siamo abituati al catalogo composto da una o più immagini, qualche tabella, un titolo e una didascalia. E poi, il nulla, qualche parola per dire che dietro quell'immagine c'è molto di più. Con iPad, ogni immagine potrà essere la porta su un video, ad una gallery di immagini, un elenco di commenti e spiegazioni in profondità.
- addio al valigione: quando il commerciale arriva di fronte al cliente, manca sempre la scheda del prodotto a cui il cliente è interessato. Perchè non tenere tutto organizzato in un unico posto? E dire addio alla borsa che non si chiude mai?
- lo puoi condividere: ogni pagina, ogni prodotto, ogni singolo listino può essere inviato via email in un istante, al cliente e all'ufficio.

Ecco infine una foto di un catalogo prodotti, con relativo listino, aperto sulla mia scrivania questa mattina. Forse, ho trovato l'alternativa.

catalogo_con_postit

 
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