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Blog Enrico Ratto

Si torna a parlare di crowdsourcing. Recuperiamo idee di qualche tempo fa...

Ho letto poco fa un interessante commento di Gianluca Dettori sul crowdsourcing e sull'utilizzo di modelli collaborativi in azienda, dove comunque il controllo di costi, tempi e qualità, resta uno dei maggiori freni al crowdsourcing.

Qualche anno fa, un paio se non ricordo male, ero molto interessato al fenomeno del crowdsourcing nel proporre progetti (getafreelancer.com, per esempio) a professionisti, freelance, collaboratori, etc... Ho sempre sperato che anche in Italia i fenomeni di recruitment "crowd" potessero svilupparsi capillarmente, perchè soprattutto tra le piccole e medie imprese l'idea di lanciare nella rete la richiesta di un progetto di ricerca, di sviluppo, e attendere un'offerta e un'idea, sembrava ottima. Ne avevo parlato con qualche cliente, PMI e micro, e lo avrebbero utilizzato in maniera intensiva. Ne avevo invece parlato con amici che lavorano in grandi aziende (Finmeccanica, per esempio) e ritenevano poco probabile uno sviluppo nella loro realtà, dove occorre più tempo per prendere una decisione e per delegare ad un freelance un micro-progetto. Forse, il mancato sviluppo dello sviluppo collaborativo di progetti aziendali, in Italia, è stato anche frenato dalla legislazione, che non permette una retribuzione spot, priva di contratto, unicamente sul risultato (e non tutti hanno ancora una partita iva).

Il nostro progetto si chiamava JobCafè, un meccanismo di asta per attribuire compiti e progetti all'esterno dell'azienda.
Ecco un estratto tratto dal capitolo "come funziona" del progetto.
L'azienda compilerà on line un form indicando il budget disposta a spendere per un determinato lavoro da dare in outsourcing. Indicherà gli estremi della qualifica del candidato, ove ce ne fosse bisogno, e darà via all'asta della durata di 10 giorni lavorativi (2 settimane).

I candidati potranno partecipare all'asta inviando all'azienda una mail con CV e la cifra per cui sono disposti ad effettuare il lavoro commissionato. L'azienda attenderà la fine dell'asta per valutare in base alla richiesta più competitiva e al CV migliore. Non è necessario che l'azienda scelga l'offerta più bassa. Può anche scegliere in base al CV migliore, visto che tutti i CV saranno a sua disposizione. Ma l'asta proseguirà comunque fino alla sua scadenza prefissata. In questo modo l'azienda avrà comunque a disposizione offerte più competitive e raccoglierà un maggior numero di CV.

Il candidato, da parte sua, dovrà effettuare una gara per prendere il lavoro, competendo con le offerte dei suoi concorrenti. La sua offerta si spingerà fino a dove sarà per lui conveniente prendere il lavoro.

Esiste un unico caso in cui l'asta al ribasso potrebbe andare in una situazione di stallo. L'azienda offre una cifra massima. Tutti i candidati offrono la propria prestazione per quella cifra. L'asta risulterebbe immobile.
Per questo l'unica regola in questo genere di contrattazione sarà che il lavoro potrà viene affidato solamente a chi offre almeno 1 Euro meno rispetto al budget massimo indicato dall'azienda. A questo punto l'asta è pronta a partire.

Una volta terminata l'asta, l'azienda contatterà il candidato, e stipulerà con esso un contratto di collaborazione in forma del tutto autonoma, in base alla posizione fiscale del candidato e alle esigenze dell'azienda stessa.

 
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Joseph Tibman, Senior Investment di Lehman Brothers, racconta...

Un mese fa sono stato contattato da Joseph Tibman, autore sotto pseudonimo di The Murder of Lehman Brothers. Per anni uomo vicino al top management della banca, Joseph ha pubblicato negli USA la testimonianza degli ultimi 20 anni di attività nella banca, fino al suo collasso del settembre 2008.
Lo abbiamo intervistato per Eccellere, ieri è uscita l'intervista. In attesa che il libro venga tradotto in italiano...
Leggi l'articolo.
 
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L'economia dell'abbondanza: on line sbagliare è permesso.

Molto chiara questa tabella: Chris Anderson (direttore di Wired USA) spiega in pochissime righe la differenza tra un sistema economico "scarso" e un sistema economico "abbondante". Potete trovarla a pag. 217 del libro "Gratis" (Rizzoli).
Me ne accorgo ogni giorno in quanto direttore di una rivista, perchè vivo a cavallo tra i due mondi. Nella stampa seguo le regole della scarsità, perchè ogni pagina ha un costo e il numero di pagine è limitato. Poichè è costoso dire di sì a una proposta di articolo, il mio lavoro consiste nel dire no a quasi tutto (...). Online, invece, le pagine sono infinite e modificabili all'infinito. E' un'economia dell'abbondanza, che spinge ad un approccio gestionale completamente diverso.

Scarsità Abbondanza
Regole Tutto è proibito finchè non è permesso Tutto è permesso finchè non è proibito
Modello Sociale Paternalismo: noi sappiamo cos'è meglio Egualitarismo: voi sapete cos'è meglio
Piano di profitto Modello di business Ci penseremo prima o poi
Processo decisionale Dall'alto in basso Dal basso in alto
Stile di gestione Comando e controllo Fuori controllo
 
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Sul Sole un'intera pagina dedicata alle nicchie di mercato

Il Sole 24 Ore di oggi, mercoledì 30 dicembre, dedica un'intera pagina alle imprese di nicchia, un tema che mi ha sempre interessato. I prodotti di nicchia trainano l'export italiano, dalle mattonelle alle presse, alle valvole...

 
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