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Come costruire un'impresa nel mondo 2.0. Napoli, Venerdì 4 marzo 2011.

Venerdì prossimo, 4 marzo 2011, parteciperò alla tavola rotonda pomeridiana su Fare Impresa nel mondo 2.0 (Napoli, Renaissance Hotel Mediterraneo).

Ecco una sintesi della giornata.

Come usare efficacemente risorse e tecnologia per lanciare servizi e prodotti innovativi di successo e che contribuiscono all’occupazione.

A Napoli, il 4 marzo, in un evento gratuito dedicato alle imprese 2.0
Esperienze concrete di aziende e professionisti che dimostrano come è possibile, partendo da una buona idea e da un utilizzo efficace di risorse e tecnologia, lanciare servizi e prodotti innovativi di successo e che contribuiscono all’occupazione.

Sarà questo il tema principale di “Fare impresa nel mondo 2.0", evento che si terrà il 4 marzo a Napoli, presso il Renaissance Naples Hotel Mediterraneo.

Introdotto dall'Assessorato all’innovazione e Sviluppo del Comune di Napoli, l'incontro si svilupperà in tre tavole rotonde: Innovare, crescere, competere: soluzioni e scenari digitali * Gestire lo start-up, la crescita ed il successo
Associazionismo e PMI per l’innovazione del Paese in stile Web 2.0

Numerose testimonianze e contributi di operatori e consulenti di startup di impresa e di professionisti del venture capital arricchiranno il dibattito, allo scopo di mettere
in luce le opportunità che le ultime tecnologie web 2.0 offrono alle imprese.


Per iscriversi gratuitamente all'evento e per ulteriori informazioni: http://impresaeinnovazione.info/fareimpresa2011/
 
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Quando l'azienda ha bisogno di un community manager?

Su Nova di oggi leggo un breve pezzo sul ruolo del Community Manager in azienda.
Un manager con queste caratteristiche: continua evoluzione, possesso di capacità relazionali, abilità organizzativa, buona conoscenza degli strumenti di marketing digitale.

Non si parla di tecnologia. A ragione. Questa mattina ho chiacchierato al telefono con Luca Conti, esperto di web e curatore di Pandemia, e gli ho domandato se incontrasse maggiori problemi e perplessità quando si parla di adeguare la tecnologia o di ragionare sui contenuti. "Non c'è dubbio: la tecnologia si risolve con un intervento da parte dei tecnici in azienda che non remino contro, i contenuti sono il vero ostacolo".

La community non solo dev'essere aperta, i profii registrati, e i membri della community aziendale aiutati ad installare software e applicazioni che facilitano l'inserimento di nuovi contenuti nel web (blog, twitter, facebook, etc...).

Il punto è formare tutti i collaboratori a intuire, a sviluppare quell'istinto che fa capire al volo ciò che è comunicabile e ciò che non lo è (e questo riguarda il tema delle policy). Ma soprattutto, ciò che non sembra comunicabile, e al contrario si rivela un buon contributo attraverso il quale far vivere la community.
 
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Per introdurre le vostre attività Social nel 2010, avete disinvestito, ridotto o eliminato alcune attività tradizionali di marketing?

Ieri sera Leonardo Bellini, amico ed esperto di Digital Marketing, con questa domanda inviata via Twitter mi ha messo la pulce nell'orecchio.

E' tempo di budget per tutte le aziende. Lo capisco dalle richieste che arrivano qui in CPL e dalle richieste di listini che arrivano alla redazione di Eccellere negli ultimi giorni.
Ma quanto abbiamo investito noi in social media rispetto ad un anno fa?
CPL da ormai sette mesi ha aggiornato e messo in rete il nuovo sito, con molte più potenzialità Social del precedente. Il nostro investimento non è monetario e non va in maniera diretta alla voce "costi", in quanto la maggior parte del lavoro sul nuovo sito, sulla pagina Facebook, su Twitter e Linkedin è gestito internamente. Sono i cosiddetti "costi ombra", a prima vista un vantaggio, ma da tenere molto sotto controllo. Parliamo quindi in termini di tempo, non in termini di Euro. Senz'altro per il 2010 utilizzeremo molto il web per mantenere contatti con i nostri clienti, oltre che per acquisire nuovi contatti e partecipare a nuovi progetti. Il web è il canale a cui dedicheremo verosimilmente il 90% del nostro tempo in "ricerca e sviluppo". L'ultima brochure cartacea è stata stampata 3 anni fa, con un investimento economico notevole e un risultato che ci ha soddisfatti molto, tuttavia abbiamo notato i punti deboli di una presentazione ferma a 3 anni fa. Lo diciamo spesso anche ai nostri clienti: le brochure scadono, c'è poco da fare, perchè l'azienda evolve per sua natura. Il capitolo.
La divisione CPL Fabbrika investe in modo importante nel web, circa il 70% del budget destinato allo sviluppo, da ormai 4 anni, e anche qui le cose evolveranno. Nel 2008 e 2009 l'obiettivo di costruire un negozio ecommerce sul territorio italiano e di fornire assistenza tecnica gratuita via web (a clienti e non clienti, in questo pensiamo di averci visto giusto già quando "social" non era una parola molto usata) è stato raggiunto. Ma oggi è per noi necessario stringere rapporti stretti con i nostri clienti, i quali oggi conoscono il nostro brand e acquistano i nostri prodotti. Già nel mese di novembre 2009, l'indicazione che ci eravamo dati è stata: nel 2010 cresciamo all'estero, e gli investimenti non saranno destinati solamente al pay per click, al SEO, ma anche a costruire qualcosa che sarà condiviso in rete, qualcosa di utile ai nostri "amici", ai nostri "fan", ai nostri "followers", inseriremo video tutorial su You Tube, gestiremo sempre più una newsletter di notizie e commento piuttosto che di prodotto, etc, etc...

Concludo segnalando che su Nova24 di oggi, pag 3, sono pubblicati i dati di un'indagine sulle preferenze in fatto di marketing nel 2010. Email marketing molto utilizzato (69%) e subito dopo investimenti in Social Media (59%), a seguire Pubblicità, Mobile, etc...
Il dato interessante è però quello meno positivo: tra chi ha lanciato una campagna del 2009, il 35% degli intervistati dice di non aver avuto risultati apprezzabili, il 23% non è in grado di misurarli, e il 42% ne ha ricavato benefici.
Personalmente, sono certo che i risultati non apprezzabili e gli insuccessi siano solo in una frazione risultati reali. I Social Media hanno bisogno di un mix molto particolare tra partecipazione del cliente, competenze e intuizioni dello studio di comunicazione, giusta interpretazione del prodotto. E, a differenza della pubblicità classica, ciò che premia è la perseveranza, gli orizzonti temporali medi, il sapere che non esiste una "ricetta" con risultati sempre misurabili e attesi, ma trascorso un anno o due anni, di solito si guarda indietro per capire chiaramente da quanto distanti si era partiti nella costruzione di questa complessa struttura "sociale".
 
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Sul Sole un'intera pagina dedicata alle nicchie di mercato

Il Sole 24 Ore di oggi, mercoledì 30 dicembre, dedica un'intera pagina alle imprese di nicchia, un tema che mi ha sempre interessato. I prodotti di nicchia trainano l'export italiano, dalle mattonelle alle presse, alle valvole...

 
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