CPL

buoni spunti da fonti varie

Creativi a New York. L'incontro con Nuok

Elisa Graci, caporedattrice di Nuok.it, ieri pomeriggio ha risposto ad una mia intervista, realizzata per il nostro progetto (neonato) www.sevendays-in.com.
Che cosa è Nuok.it? E' un portale di informazione creato da un gruppo di italiani che vive a New York e segue con passione, ogni giorno, tutto ciò che ruota intorno a questa città.

Qui potete trovare l’intervista, buona lettura.

 
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Perchè Federico Marchetti di Yoox non è preoccupato dal web che cambia

Questa mattina Federico Marchetti, fondatore di Yoox, nell'ambito del Forum su "ecommerce B2c in Italia" ha detto queste semplici parole a chi gli chiedeva se fosse preoccupato di tutta questa "discontinuità" di strategia che si respira on line.

Tecnologia? Strategia social? Alla fine è sempre un fatto di persone, sia tra i clienti sia tra i collaboratori.

Yoox si è presentata con approccio umano anche nel mondo commerciale, della moda, del business.

Discontinuità è una parola che da sempre fa parte del web. Yoox è poco preoccupata di parole come "discontinuità": il nostro modo di guardare il social, il mobile non è di preoccupazione ma è piuttosto un cercare continuamente di capire quale sia la strategia giusta.

Facebook è stata un'integrazione al rapporto umano tipico che si respira in Yoox.

 
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Estratto dall'intervista di Paolo Pugni su venditareferenziata

Qualche giorno fa mi ha intervistato Paolo Pugni per il suo blog sulle tecniche di vendita, in particolare sulla vendita referenziata (buona pratica per chi segue strade "pull" di marketing).
Ecco una delle domande che Paolo mi ha posto, il resto potete leggerlo sul suo blog.

Per chi è stato fin ora solo visitatore del web pensare di iniziare ad "occuparlo" può essere difficile: da dove e come cominciare?
Osservando e ascoltando. Poi, come detto, cercando un canale che lo interessi realmente. Personalmente ho chiare preferenze in fatto di social network, e non mi sforzo di essere presente dove non ho stimoli. I social network e gli spazi web dove una persona non addetta ai lavori può essere presente non riescono (umanamente) ad essere più di due o tre. Bisogna fare attenzione, credo, a non attivare canali senza grandi prospettive. Spesso mi arrivano inviti automatici da persone assolutamente "off-line" che mi propongono di essere inseriti in reti marginali: penso che, non conoscendo il settore, stiano solo perdendo il loro tempo. Il blog personale sul dominio nomecognome.it è forse ancora oggi il tipico investimento da "cassettista", se hai poco tempo e vuoi provare, non sbagli.
continua la lettura
 
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Comunicare con Twitter

In questi giorni sto leggendo Comunicare con Twitter, di Luca Conti.
Poco fa ci siamo sentiti al telefono, giovedì lo intervisto. E' davvero un bel libro, semplice, chiaro, adatto a chi inizia, ma pian piano, leggendolo, è chiaro che anche chi usa Twitter da tempo ha molto da imparare.
 
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Il Pay per Click ti sta costando troppo?

Nell'ultima settimana in almeno tre o quattro occasioni diverse, ho detto a clienti e partner questa frase "i costi del pay per click per la tale campagna sono lievitati, sono diventati insostenibili". Mi è venuto il sospetto che questa frase avesse poco senso, e quindi ho fatto qualche ricerca in rete.

Qui (blog fatto benissimo sul marketing turistico, settore ad elevata competitività) ho trovato un articolo molto interessante, da cui partire.
E qui ho trovato un articolo che spiega, in senso più ampio rispetto al settore del turismo, come il centro di tutta una campagna pay per click siano le parole chiave. E come le parole chiave siano uno "stato mentale" del tuo pubblico. Bisogna immedesimarsi nel proprio pubblico, trovare le nicchie di mercato. Due le regole base per contenere i costi:
- Nuove keywords di nicchia integrabili nella campagna, con il vantaggio di essere specifiche e quindi avere un costo per click più basso - in questo modo si genera un traffico a costo ridotto e di qualità migliore rispetto a keywords generiche
- Keywords negative per filtrare traffico non desiderato, fuori tema che consumano inutilmente il budget
 
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Profumo di Pipa: il forum dedicato al mondo della pipa

Vi segnalo un nuovo forum dedicato al mondo della pipa. http://profumodipipa.forumfree.it/
I fondatori sono amici, li abbiamo incontrati pochi giorni fa e abbiamo chiacchierato con grande piacere. Un mondo tutto da conoscere, organizzeranno cene, incontri, manifestazioni. seguitelo. In bocca al lupo!
 
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Pubblicare libri per guadagnare? Non fatelo. Parola di Seth Godin

Il reader rss ogni tanto ri-lancia qualche notizia che cambia la giornata. Allora non siamo gli unici a far le cose per passione... tema del brevissimo articolo: Pubblicare libri per far soldi? Pianificare sempre? Non fatelo...

The only people who should plan on making money from writing a book are people who made money on their last book. Everyone else should either be in it for passion, trust, referrals, speaking, consulting, change-making, tenure, connections or joy.

Leggi tutto qui
 
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Come il tablet cambierà le nostre abitudini.

Wired USA dedica un articolo dal titolo chiaro e che lascia pochi dubbi "How the tablet will change the World". Penso anche io che il Tablet, tra poco sinonimo di iPad (e Wired ci spiega perchè Microsoft ha fallito pur essendo arrivata prima), cambierà molto il modo di gestire i contenuti.

L'articolo fa il punto sulle ragioni intrinseche che stanno detrminando (prima ancora che esca) il successo dell'Ipad di Apple. Microsoft aveva sbagliato, quando lanciò il suo, perchè aveva presentato un concetto nuovo che usava un sistema operativo vecchio. E fu un fallimento. Apple invece sta segnando la transizione: dalla GUI (Graphic User Interface), l'interfaccia grafica cui siamo storicamente abituati, alla NUI (Natural User Interface). Quest'ultima, permettendoci di interagire con le macchine grazie a gesti, tocchi e voce, è la chiave di un processo destinato a farci pensare ai vecchi computer.

Leggi l'articolo su Wired.
 
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Come scegliere il nome per una nuova azienda

Un cliente ci ha incaricati qualche settimana fa di cercare i nomi per alcune sue società.

Qui puoi trovare alcune indicazioni interessanti, così sintetizzate:

- Deve comunicare qualcosa, non solo a te, ma anche ai tuoi dipendenti, ai fornitori, ai consumatori, ai partner...
- Deve essere facilmente memorizzabile, specialmente nella mente dei clienti che devono immediatamente associare il nome della tua società al tuo prodotto/servizio e al tuo business.
- Pensa in "grande", pensa al futuro, ai nuovi mercati, ai nuovi business, non limitarti solo alla tua area geografica.
- Il nome non dovrebbe ne generare confusione e ne distrarre.
- Cerca un nome originale e non copiato, nemmeno per assonanza, potresti venire etichettato come "la brutta copia di..."
- Il nome della società deve essere facilmente pronunciabile... pensa alle conversazioni telefoniche, alle pubbliche relazioni, alla pubblicità radiofonica o televisiva.
- Deve essere corto, in questo modo si ricorderà più facilmente (ti consiglio di rimanere entro le sette lettere)
- Non offensivo, questo consiglio non è affatto banale, pensa al mercato internazionale, molte parole italiane, per assonanza, in altri paesi possono facilmente diventare delle parolacce.

Alcuni consigli per trovare il nome alla tua società:
- Associalo ad elementi reali (chiavi, computer, orologi..)
- Associalo ad elementi astratti (gioia, felicità, passione...)
- Utilizzati aggettivi qualificativi (bello, grande...)
- Può derivare da nomi di esseri viventi in natura, magari tradotti in lingua straniera.
- Utilizza lingue straniere particolari.
- Unisci, mescola, tronca parole di senso compiuto per formare un nome di fantasia.
- Unisci il nome e cognome del titolare o dei soci.
- Usa la fantasia.
- Chiedi aiuto a parenti, amici, conoscenti, su internet.

Vista l'elevata affluenza di visitatori a questa pagina (secondo Analytics), ti segnalo i link diretti ai servizi di CPL per chi sta creando una nuova azienda e ha bisogno di nome e marchio.
Qui puoi trovare tutte le info sullo studio del nome aziendale, mentre qui i nostri servizi e i nostri lavori per lo studio del nuovo marchio.

 
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Realizzare una App è alla portata di tutti?

Secondo Wired sembra di sì. Perchè quando Apple lancia un servizio, una moda, un nuovo mondo, non farebbe solo la propria fortuna (vendendo attraverso i vari Store), ma anche quella di milioni di sviluppatori nel mondo, che da quel momento hanno un prodotto in più da poter proporre ai loro clienti.

Secondo l'articolo pubblicato su Wired.it ti servono solo "un computer Mac piuttosto recente, cioè di quelli basati su processori Intel (anche i modelli base vanno benissimo!); una connessione a Internet, un iPhone o iPod Touch, e una carta di credito con la disponibilità di 99 dollari (circa 72 euro)".

E la passione per la programmazione. Se non ce l'hai tu, potrebbe avercela un tuo amico. No?
 
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