Nell'ultima settimana mi è capitato di porre ben due volte la stessa domanda, e di sentirmela porre una volta: ma tu, utilizzi internet? Tre volte in 5 giorni.
Ho domandato questa cosa a due aspiranti stagisti presso CPL, che dopo avermi spiegato i loro voti, le loro ambizioni, i loro progetti realizzati, tutto realmente interessante (l'università riesce a fare belle cose, in effetti), andavano in qualche modo collocati ad una scrivania e, acceso un computer, avviati al lavoro. Mi sono reso conto che per loro il lavoro sarebbe stato solo per il 50% l'utilizzo di programmi e competenze "statiche": le funzioni di Photoshop, Illustrator, Dreamweaver... ogni giorno è necessario qualcuno che abbia comprato almeno 1 fotocamera su ebay nell'ultimo anno, che conosca Amazon o IBS, che abbia organizzato un aggregatore di rss e lo consulti, che sappia cosa si cerca su Google e che cosa su Yahoo, e come farlo... poi, da qui, il resto non fa che semplificare le cose, ma il punto è: sai di che cosa stiamo parlando?
A me è stato domandato oggi, durante un incontro tra colleghi (non conosciuti prima), per parlare della nascita di un progetto comune. Una domanda leggera, ma che è venuta prima di sapere quali e quanti clienti abbiamo.
Ora, due considerazioni, non definitive certo: il fatto che questo skill sia prioritario su tutto il resto, che dalla frequentazione abituale della rete discendano poi tutte le altre competenze, è una vera e propria rivoluzione copernicana rispetto al passato. Passato scolastico: quale media hai? Passato tra partner-professionali: quanto fatturi?
Seconda considerazione: il fatto che conoscere la rete non sia dato per scontato da nessuno, e che la risposta possa essere un "sì, certo" o un "uhm, veramente..." forse è sintomo di un decennio di ritardo su qualche treno in corsa?




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